Tessuto Verde

La Chimica nel Ciclo Tessile/Moda come dei tessili più Tecnici – intesa come prodotti per lavorare, trattare, nobilitare le fibre e/o i tessuti come anche i i capi finiti – non è un ospite da chiamare quando serve, non un opzione, non un attore di seconda linea e  neppure  l’interprete principale (le fibre), quanto invece piuttosto è un regista, presente ovunque che guida un team di esperti in campi specifici. I prodotti chimici nel ciclo tessile sono usati in abbondanza e ogni fornitore specializzato ha una sua miscela magica che si deve adattare alle esigenze della lunga catena di lavorazioni che  riempiono ben più delle dita di 2 mani, se ne conteggiamo le possibili varianti: dal tipo di mescole di fibre, alla produzione di filati, alla costruzione del tessuto navetta o maglia, alla  tintura e “rifinizione”: servono per conferire le proprietà che dovranno piacere all’utilizzatore ma che al contempo dovrebbero anche pensare all’impronta ambientale del domani ovvero del processo di recupero della materia prima per la ricostruzione di un nuovo prodotto, non solo come vuole la Comunità Europa, ma come lo chiede un realistico processo di sostenibilità per il Pianeta. Ad oggi  – se chiedi ad AI – il comparto tessile produce fino all’8% delle emissioni globali del pianeta, la EU dice che inquina più di tutti gli aerei e navi messe assieme, è responsabile del 9% delle microplastiche diffuse tra mare e terra; solo la produzione annuale di 136 miliardi di kg di nuove fibre tessili (di cui 65% fibra sintetica pet – seguito dal cotone) richiede un consumo 250 miliardi di litri di acqua dalla coltivazione ai processi tessili che viene pesantemente contaminata. Emette nell’atmosfera 636 milioni di kg di gas serra. Le certificazioni come ZHDC (zero sostanze pericolose per la vita del Pianeta) se combinate all’origine delle fibre come per il cotone la coltivazione organica  sono un bene ma a volte vengono percepite come un limite alla libera creatività – in verità anche al margine operativo dell’impresa – e il green washing è lo spettro che finalmente anche la EU bolla con sanzioni. L’Italia per l’esperienza maturata nel settore tessile/moda e tessile tecnico è alla avanguardia ma la competitività esasperata può indurre alle scorciatoie e la chimica in tutti i passaggi della filiera può essere quel canale che ne risente più direttamente . Ne dovremmo pertanto approfondire gli aspetti nei prossimi mesi.

Percorso di certificazione internazionale per Capraia isola sostenibile

Capraia Isola Sostenibile: al via l’audit della valutatrice internazionale SMILO.

Chimica Verde Bionet, il Comune e il Comitato Insulare accolgono l’ispezione ufficiale per il riconoscimento e la certificazione ambientale dell’isola. Entra nel vivo il percorso di transizione ecologica di Capraia. Dal 20 al 22 ottobre 2026, l’isola ospiterà la dottoressa Biljana Aljinovic, valutatrice ufficiale della rete internazionale SMILO (Small Island Organisation), per l’audit decisivo volto all’ottenimento della certificazione di “Isola Sostenibile” e dei primi Label in Progress. Questo appuntamento rappresenta una tappa fondamentale del lavoro portato avanti negli ultimi 3 anni da Chimica Verde Bionet nell’ambito della strategia Capraia Smart Island, in stretta sinergia con la rete SMILO. Nei giorni della visita, l’associazione lavorerà insieme all’Amministrazione Comunale, al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, alle realtà associative e all’intera comunità locale per completare questo primo, decisivo passo verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale, paesaggistico ed energetico dell’isola.

Che cos’è la certificazione SMILO? SMILO è l’unica rete globale dedicata al supporto e alla gestione sostenibile delle piccole isole. Il processo di certificazione analizza rigorosi parametri articolati su 5 ambiti chiave:
1. 💧 Acqua
2. ♻️ Rifiuti
3. ⚡ Energia
4. 🌿 Biodiversità
5. 🏞️ Paesaggio

Ottenere i marchi di qualità SMILO permette non solo di attestare l’eccellenza ambientale del territorio, ma anche di accedere a canali di micro-finanziamento internazionali dedicati alla realizzazione di progetti concreti per residenti, imprese e visitatori.

Canapa Forum 2026 ricerca innovazione e sviluppo

“Tre giornate di confronto, idee, connessioni e opportunità, per continuare a definire insieme il futuro di questa coltura.” Il CanapaForum 2026 torna a Firenze!
Un appuntamento per riunire chi ogni giorno crede nel valore della canapa: aziende, professionisti, ricercatori, agricoltori e innovatori, tutti nello stesso luogo, con lo stesso obiettivo. Tre giornate di confronto, idee, connessioni e visite per toccare con mano e costruire insieme il futuro di un’intera filiera. Se la canapa è parte del tuo presente o vorresti che lo fosse, questo è il posto in cui guardare al domani.

PREMIAZIONE DELLA 3a EDIZIONE DEL PREMIO INNOVAZIONE,RICICLO E RIUSO NEL TESSILE:TECNOLOGIE INNOVATIVE E SOLUZIONI

Concorso per giovani laureati e diplomati

📌Dove: Fiera Ecomondo Rimini
📆Quando: 4 Novembre 2026
⏲Ore: 17:15
📍Luogo: Circular Lab Arena hall B2

Il concorso è attivo dal 2024, Colombo Beatrice (premiata nella 1° edizione), In questo breve video ci racconta la sua esperienza, e quale progetto è stato premiato, e in che modo questa opportunità ha influito sul percorso.

MISURE CONCRETE PER LIBERARCI DALLA DIPENDENZA DAI FOSSILI

In uno scenario di conflitti crescenti, chiediamo al Governo italiano e alle Regioni di intraprendere con decisione alcune azioni per liberarci dalla dipendenza dalle fonti fossili e dalle tensioni geopolitiche che ruotano attorno ad esse. La bioeconomia è la strada maestra, insieme alle energie rinnovabili, per liberarci da questa dipendenza. Grazie alla chimica verde e alla biologia, i materiali di origine agricola, coltivati sui nostri territori, sono in grado già oggi di sostituire, con ottime prestazioni, i prodotti di origine fossile in moltissime applicazioni industriali.

Capraia torna al fossile: a rischio un modello internazionale di sostenibilità

Dopo dodici anni di energia al 100% rinnovabile, una decisione di Enel mette in discussione l’esperienza simbolo della transizione ecologica nelle isole minori
In concomitanza con il decennale del progetto Capraia Smart Island che ha fatto di questo luogo un laboratorio di sviluppo sostenibile, Enel Distribuzione ha deciso di abbandonare il percorso green intrapreso sull’isola con l’uso del biodiesel per la produzione di elettricità, tornando all’utilizzo di combustibili fossili.