Microplastiche: danni derivanti da queste presenze

Le microplastiche sono aggregati di molecole, (metacrilato, propilene, polietilene, stirene, tereftalato) delle dimensioni dell’ordine del micron.
La cosa interessante da una parte, e shoccante dall’altra, è che secondo uno studio danese (Heather, Leslie) il 77 % dei donatori di sangue le ha inglobate nel sangue ad una concentrazione fra 8 e 22 microgrammi per ml di sangue.

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Se ci riferiamo ai 5 litri come volume del sangue di una persona di circa 70 kg di peso, abbiamo un totale di 50 mg di microplastica circolante nel nostro corpo.
Gli autori della ricerca si chiedono quali siano stati, o quali saranno, i danni derivanti da questa presenza.
Purtroppo non ci sono risposte definite e questo dovrebbe da un lato spingere ad approfondire la natura dei rischi che corre l’uomo, soprattutto in tarda età, quando sono maggiori i processi di accumulo, e dall’altro la messa a punto di nuovi metodi analitici di monitoraggio del fenomeno.

Articolo N.80 del 10-07-2022 | a cura di Luigi Campanella


Prof. Luigi Campanella. Si laurea in Chimica e ottiene l’Abilitazione alla professione di Chimico nel 1961. Professore Incaricato Stabilizzato, prima di “Esercitazioni di Chimica Industriale II”, poi di “Esercitazioni di Analisi Chimica Applicata, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” dal 1967 al 1980. Professore Ordinario di “Chimica Analitica” dall’a.a. 1980/81 all’a.a. 2002-2003 e di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali successivamente a tale data. Promotore e Direttore del Centro Interdipartimentale per le Scienze Applicate alla protezione dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Attuale Coordinatore del Polo Museale de La Sapienza. È autore di oltre 500 lavori nei settori della Chimica Analitica, dell’Elettrochimica, della Chimica Ambientale, delle Biotecnologie Analitiche, della Chimica dei Beni Culturali.

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