Banditi i motori elettrici in Italia

La proposta di bandire le auto a motore termico a partire dal 2035 non è stata votata al recente incontro di Glasgow rimandandone l’adozione. L’Italia con la sua posizione contraria è stata di certo uno dei motivi di real politik che ha consigliato il rinvio.

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Le ragioni del no italiano sono sostanzialmente due. La prima si riferisce alla prassi accettata che un regolatore, lo Stato in questo caso non è opportuno che indichi soluzioni per un obbiettivo da raggiugere che non rispettano la neutralità tecnologica: il target non dovrebbe pregiudicare la mano libera industriale. Autorizzare solo motori elettrici o a celle a combustibile, gli unici che consentono di raggiugere l’obbiettivo di emissione zero di CO2, non pare una soluzione tecnologicamente neutra. La seconda motivazione è che l’Italia, come altri Paesi, ha una filiera automobile assai forte con migliaia di posti di lavoro. La conversione del settore non è ancora cominciata e l’eventuale accordo metterebbe a rischio aziende ed occupazione. Questa seconda ragione sembra più confutabile della prima: non si può portare avanti una difesa di posti di lavoro legati al passato rinunciando al futuro, si rischia di trovarsi senza passato e senza futuro. Il 2035 dista 14 anni, un tempo decisamente accettabile per aggiornarsi.

Articolo N.37 del 13-12-2021 | a cura di Luigi Campanella


Prof. Luigi Campanella. Si laurea in Chimica e ottiene l’Abilitazione alla professione di Chimico nel 1961. Professore Incaricato Stabilizzato, prima di “Esercitazioni di Chimica Industriale II”, poi di “Esercitazioni di Analisi Chimica Applicata, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” dal 1967 al 1980. Professore Ordinario di “Chimica Analitica” dall’a.a. 1980/81 all’a.a. 2002-2003 e di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali successivamente a tale data. Promotore e Direttore del Centro Interdipartimentale per le Scienze Applicate alla protezione dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Attuale Coordinatore del Polo Museale de La Sapienza. È autore di oltre 500 lavori nei settori della Chimica Analitica, dell’Elettrochimica, della Chimica Ambientale, delle Biotecnologie Analitiche, della Chimica dei Beni Culturali.