Un nuovo modello di economia circolare

L’Italia sta dimostrando nel campo dell’economia circolare di sapere utilizzare al meglio le proprie armi che sono di certo creatività e cultura. Di recente due interessanti esempi che sono in linea con quanto detto ci vengono da Bergamo e da Bogliasco vicino Genova. A Bergamo nasce e si applica un brevetto che conquista il mondo teso a dimostrare che anche l’asfalto può essere amico dell’ambiente se costruito con materiali che altrimenti non avrebbero una nuova vita e finirebbero in un termovalorizzatore.

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Si tratta di riciclare pavimentazioni dismesse (bitume e pietre) alle quali si aggiunge un addittivo brevettato nel 2017 una unità del quale ha la forma di un chicco di caffè e contiene grafene e plastica dura che altrimenti non avrebbe una seconda vita.
La seconda idea nasce dal cosiddetto fishing for litter (pescare rifiuti). Fino a quando non sarà approvato dal Senato il disegno di legge Salvamare, peraltro già approvato alla Camera, riportare a terra plastica e immondizia pescata si configura come reato penale, a meno che i pescatori non si facciano personalmente carico di sostenere i costi dello smaltimento. È nata così un’azienda che raccoglie dai pescatori i rifiuti pescati e li usa per produrre indumenti per il bagni a mare (costumi, bikini, shorts, prendisole). In pratica, una volta arrivati in porto i rifiuti vengono presi in carico da centri ed organizzazioni non governative coinvolti nel progetto che li mappano per tipologia di impatto sugli ecosistemi marini e li smaltiscono in modo appropriato isolando le componenti che possono poi essere riciclate per produrre filati da destinare a realizzare biancheria da mare (per un costune sono richiesti 2 kg di plastica ) venduta poi a costi molto bassi e non speculativi. Due esempi-la strada di plastica e spazzini del mare applicati alla moda- che dimostrano quante siano variabili ed infinite le opportunità per adeguarsi al nuovo modello circolare di economia.

Articolo N.16 del 08-09-2021 | a cura di Luigi Campanella


Prof. Luigi Campanella. Si laurea in Chimica e ottiene l’Abilitazione alla professione di Chimico nel 1961. Professore Incaricato Stabilizzato, prima di “Esercitazioni di Chimica Industriale II”, poi di “Esercitazioni di Analisi Chimica Applicata, presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” dal 1967 al 1980. Professore Ordinario di “Chimica Analitica” dall’a.a. 1980/81 all’a.a. 2002-2003 e di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali successivamente a tale data. Promotore e Direttore del Centro Interdipartimentale per le Scienze Applicate alla protezione dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Attuale Coordinatore del Polo Museale de La Sapienza. È autore di oltre 500 lavori nei settori della Chimica Analitica, dell’Elettrochimica, della Chimica Ambientale, delle Biotecnologie Analitiche, della Chimica dei Beni Culturali.